Dipartimento di Prevenzione

Le zecche e le malattie infettive da loro trasmesse

Le zecche sono presenti in molti boschi del Sudtirolo, nei dintorni di Bolzano, in Bassa Atesina e, Oltradige, nella Val d'Adige e in Val Venosta, sporadicamente in Val d'Isarco, tra Bolzano e Vipiteno e sporadicamente in Val Pusteria (Campo Tures).

Open Days vaccinazione contro le zecche il 20. luglio e il 21 settembre 2024 - Informazioni - vedi news: Open days Vaccinazione contro le zecche | Azienda Sanitaria dell’Alto Adige (asdaa.it)

Le zecche sono artropodi e non insetti, come erroneamente vengono considerati. Sono diffuse in tutto il mondo, se ne distinguono 800 specie diverse. In Europa centrale e anche in diverse parti del Sudtirolo è più frequente la specie “Ixodes ricinus” dialettalmente chiamata “cavalletto di legno”.

La diffusione delle singole specie di zecche è legata a fattori climatici (temperatura delle diverse stagioni dell'anno e umidità atmosferica) e alla diffusione del loro ospite. In Europa si distinguono circa 20 specie diverse di zecche, in Sudtirolo è accertata la presenza di zecche a “scudo” (vedi tabella) e di due specie a guscio duro ( Argas reflexus, zecca del piccione e Argas vespertillionis, zecca pipistrello). Ixodes ricinus, frequente portatore di malattia, si ritrova prevalentemente nei boschi, prati, radure forestali e ai margini delle strade.

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Le zecche percepiscono la presenza del loro ospite già ad una distanza di 100 metri, sono in grado di localizzarlo grazie all'ausilio di recettori che gli permettono di percepire la presenza di odori, temperatura, sostanze chimiche come ad esempio l'anidride carbonica oppure di sostanze emesse con l'alito e con il sudore dell'ospite. Non appena riescono, durante il passaggio di un animale ad attaccarsi al loro pelo, oppure al vestiario o alla pelle dell'uomo, sono in grado di cercarsi con tranquillità un posto ideale dove ancorarsi. Quando strisciano sulla superficie corporea non punzecchiano e non danno prurito, in quanto l'articolazione delle zecche funge da “ammortizzatore”. La loro saliva contiene sostanze in grado di bloccare il processo di coagulazione e sostanze anestetizzanti; per tale motivo la loro puntura viene raramente avvertita.

Durante il pasto ematico, la zecca appare come una formazione scura sulla pelle, simile ad una verruca o ad un corpo estraneo, con le quali spesso viene scambiata. Le sedi preferite dove più frequentemente si attaccano sono soprattutto l´incavo del ginocchio, le ascelle, la nuca, l'attaccatura dei capelli o l'area dietro le orecchie.

Le più importanti malattie infettive trasmesse da I. ricinus

  • Lyme-Borreliosi
    La malattia inizia in genere dopo 2-4 settimane dalla punture della zecca, manifestandosi con una macchia circolare indolore di colore rosso che si espande lentamente (eritema migrante). Dopo trattamento antibiotico il quadro clinico migliora in genere entro un mese. Qualora l'infezione passi inosservata oppure non venga prontamente trattata, si possono avere dopo alcune settimane o mesi, sequele con infiammazione delle articolazioni, muscoli, sistema nervoso centrale o periferico oppure alterazioni del ritmo cardiaco. A distanza di mesi o anni dall´infezione si ha una cronicizzazione dei sintomi caratterizzato da artrite cronica, meningite, mielite oppure acrodermatite cronica atrofica delle braccia e delle gambe. Contro la malattia di Lyme- Borreliosi non esiste ad oggi nessun vaccino.
  • Meningoencefalite primaverile-estiva (Tbe)
    A distanza di 7-14 giorni dal morso di zecca si sviluppa una prima fase caratterizzata da sintomi aspecifici simil-influenzali, quali febbre (fino a 39° C), cefalea, stanchezza, dolori muscolari ed articolari. Generalmente la febbre recede spontaneamente entro 1-8 giorni. In circa 1/3 degli infetti, dopo un intervallo senza disturbi di circa 1 settimana, ha inizio una seconda fase caratterizzata da febbre alta (fino a 40° C), cefalea, rigidità nucale, infiammazione dell'encefalo e delle meningi. Nei bambini e nei soggetti più giovani la malattia mostra generalmente un decorso più mite, con progressivo aumento della severità e delle complicanze (cefalea persistente, paralisi, attacchi epilettici e disturbi psichici) al progredire dell'età. Non esiste attualmente una terapia specifica risolutiva, il trattamento rimane sostanzialmente di tipo sintomatico.
    E' possibile, in ogni caso, prevenirne lo sviluppo attraverso la somministrazione di un vaccino specifico.

Regole comportamentali specifiche per bambini in età scolare (asili e scuole)

Frequentemente viene posta la domanda di quanto sia pericolo condurre i bambini nei boschi in cui sono presenti zecche. I boschi sono aree ricreative ideali per giovani ed anziani e mete altrettanto ideali per gite scolastiche. Di regola ci si può recare in tutti i boschi altoatesini, compresi quelli a rischio, ponendo però particolare attenzione. Bisogna evitare di camminare ai margini dei sentieri in mezzo alle erbacce, poiché è lì che si annidano le zecche in attesa dei propri ospiti. Quando si organizzano gite didattiche o scolastiche è fondamentale camminare al centro del sentiero, singolarmente o in fila per 2. Prima di partire bisognerebbe spiegare ai bambini e ai loro genitori, quali sono i pericoli potenziali e quali le norme comportamentali da adottare.

Al rientro, per maggior sicurezza, sarà sempre necessario controllare l'intera superficie corporea, compreso il cuoio capelluto, alla ricerca di eventuali zecche.


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